La Bellezza dell’Inclusività: le nuove frontiere

Diversi settori della moda e del Beauty hanno aperto le porte alla non convenzionalità e stiamo assistendo ad un progressivo fenomeno che rende accessibile a tutti la Bellezza e il sentirsi bene con sé stessi. Il nostro bisogno di Bellezza è infatti stato sconvolto negli anni modellando le nostre naturali inclinazioni in banali stereotipi, artefatti di una dimensione “asociale” che ci vuole tutti uguali ed in competizione. Come afferma Benedetto XVI, l’esperienza della Bellezza “non allontana dalla realtà, ma al contrario porta ad un confronto serrato con il vissuto quotidiano”, a patto però che ci si ascolti e che si entri in contatto con i desideri reali.

Già da qualche tempo, sull’onda di questo sentire, il nostro laboratorio Antropo-Relazionale ha avviato studi sociologici che comprendono approfondimenti di filosofia estetica e ricerche di mercato per sviluppare formule cosmetiche che tengano conto delle differenze. Cioè pensati realmente “sulla pelle” della persona e su caratteristiche peculiari.

Inclusività e diversità sono i nuovi vocaboli entrati a fare parte del lessico Beauty che oltrepassano il concetto di brutto e, persino, di sbagliato. I canoni classici lasciano spazio a un ideale del tutto nuovo, più libero, più naturale. A volte bizzarro, ma il bello è proprio questo! È un grande passo della società e un grande traguardo per le donne che da sempre vivono l’incubo di sentirsi fisicamente inadeguate. Tanti sono i riferimenti al movimento Body Positive che rivendica la Bellezza di ogni tipo di corpo, celebrando la normalità e combattendo contro gli ideali irraggiungibili di perfezione.

Anche per gli operatori della Bellezza – dagli acconciatori ai make-up artist, dalle estetiste agli stilisti – questo nuovo modo di pensare è gratificante e foriero di opportunità per sperimentare e trovare soluzioni ideali per la persona, valorizzandone davvero il volto, i capelli e la fisicità. L’obiettivo non è più rincorrere uno standard ma tirare fuori la vera personalità dell’individuo. È da qui che si comincia a rimettere al centro l’uomo, con i suoi bisogni e i suoi reali desideri. È da qui che nasce il concetto di Cosmetica Umanistica©.

La Bellezza risiede in fondo proprio in questo: essere belli per quello che si è, con i propri “difetti”… che alla fine sono pregi distintivi e punti di forza. Pensiamo ad esempio a modelle fuori dagli schemi che oggi sono ambite dai più famosi brand, come Winnie Harlow affetta da vitiligine.

Finalmente entra in scena la Bellezza autentica, non convenzionale, non stereotipata, con le proprie imperfezioni e identità legate anche alle disabilità.

Al mondo le persone portatrici di disabilità sono infatti oltre un miliardo. Sono i nostri figli, fratelli, genitori, amici, compagni e hanno diritto di attingere alla Bellezza, di far parte di una cultura sociale ad essa evoluta. Un esempio di forza e Bellezza tutta italiana è Bebe Vio, campionessa paralimpica di fioretto, orgoglio e ispirazione per ogni ragazza capace e volitiva.

Per il 60° anniversario di Barbie, nel giugno 2019 la Mattel ha deciso di lanciare una nuova linea di bambole dal fisico meno perfetto del modello originale. Mattel per realizzarle si è ispirata a donne vere che si sono distinte per doti intellettive e capacità in diversi settori. Una di queste bambole è stata ispirata proprio da Bebe Vio che è riuscita a sconfiggere i tabù legati alle gravi menomazioni causate dalla meningite, uscendone vincitrice a tutti gli effetti: campionessa nello sport e nella vita!

Penso che l’unica via per prevenire la discriminazione, il razzismo, il bullismo e l’infelicità causata dal proprio aspetto sia la cultura, l’educazione che insegna, a partire dall’infanzia, che le diversità sono normali e sono, anzi, una vera ricchezza.

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    6 commenti

    1. Ho letto con interesse l’articolo, concordo appieno , una persona che sceglie di essere se stessa senza finzioni , riesce ad essere migliore anche con gli altri e con la propria vita … generando a sua volta BELLEZZA interiore e esteriore,Noi siamo in grado di accompagnare LEI attraverso lo studio di CONSULENTi di IMMAGINE a esprimersi al meglio associando anche la COSMETICA UMANISTICA come stare bene fisicamente i 2 connubi permettono di affrontare questa NUOVA ERA (cambiamento ) senza paure e con nuove consapevolezze…❤️

      1. Esattamente Emanuela, hai compreso il mio messaggio. La Vera Bellezza è sempre lo specchio del proprio sentire, se il proprio mondo interiore è in conflitto con l’ambiente esterno, questa “magia” non si realizza. La Cosmetica Umanistica è la strada che porta a realizzare questo equilibrio.

    2. Complimenti Mister Negretti
      Ancora una volta la sua mentalità umanistica visionaria e passionale unita a quell’attitudine alla ricerca scientifica che permetta a tutto di poggiare su solide basi culturali sociologiche hanno portato ad una nuova visione più realistica e più aggiornata della Bellezza in ogni sua accezione e forma…complimenti .. un nuovo mondo da approfondire e visitare

      1. Grazie di cuore, Angela. È un’impresa ardua che comporta dedizione, impegno e sacrificio. Cambiare una mentalità è difficile, specie in un ambiente competitivo come quello del Beauty. Bisogna affidarsi alla scienza e alle discipline antropologiche. L’appoggio di persone come lei vuol dire molto e sul lungo periodo fa la differenza. Non molliamo!

    3. Buongiorno Presidente,
      La ringrazio, perché finalmente ,nel suo blog, la mia voce (sempre fuori dal coro) ha trovato una speranza. La stessa speranza che molti di noi hanno riposto in questo ultimo periodo, la speranza del rinascere tutti più buoni.
      La filosofia che ha lei del mondo cosmetico fa sperare che l’istruzione, in questo settore e l’etica, un giorno vinceranno. Grazie

      1. Grazie per il tuo contributo, Angela. Questo blog vuole vuole far emergere voci e speranze come la tua. Sento da molto tempo la necessità di fare evolvere il settore della Bellezza a partire proprio dalle fondamenta, cioè dall’istruzione e dai giovani, i quali ritengo abbiano diritto ad una scuola realmente formativa. Gli insegnanti devono tornare ad essere mèntori di vita e umanità! Progetti come Proud to be possono fare molto.

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