IN PIEDI, SIGNORI, DAVANTI AD UNA DONNA

Il 25 novembre 1999 l’ONU ha istituito la “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” per ricordare la storia delle tre sorelle Mirabel, militanti attiviste domenicane che il 25 novembre del 1960 furono barbaramente uccise dagli agenti del dittatore Trujillo mentre si recavano in carcere a far visita ai mariti. Per il coraggio di opporsi alla dittatura e di lottare per i diritti pagando con la propria vita, hanno ispirato scrittori e registi passando alla storia con il nome di Las Mariposas (Le Farfalle).

Nonostante le numerose iniziative e le campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, questo triste fenomeno continua a mietere vittime, soprattutto tra le mura domestiche, dove a commettere le peggiori efferatezze non sono sconosciuti, ma fidanzati, mariti e conviventi. Questa cronaca tragica non si è arrestata nemmeno negli ultimi mesi, anzi, durante il lockdown molte donne, a causa delle limitazioni della libertà imposte dalle ordinanze restrittive anti Covid, si sono trovate, senza scampo, ancora più isolate e in balìa di conviventi violenti.

Ritrovarsi dentro casa del proprio aguzzino, però, risulta inevitabile per molte donne anche a causa della mancanza di una autonomia economica.

Purtroppo, in Italia, le posizioni ricoperte dalle Donne all’interno di ambienti di lavoro ad esempio imprenditoriali sono ancora molto basse. A parità di mansione svolta, il salario è nettamente inferiore rispetto a quello di un collega uomo.

Allora forse dobbiamo iniziare a pensare di combattere a partire da qui. A partire da come ogni giorno concepiamo la Donna. A partire dalla cultura.

I libri sono “strumenti” che guidano l’educazione sentimentale delle persone e le guidano nel passaggio dalle pulsioni alla capacità di conoscere tramite il proprio sentire. Bisognerebbe insegnare la parità di genere già ai bambini dell’asilo.

Oggi mi sento vicino a tutte le donne.

La violenza di genere è l’esplosione di un sintomo sociale di disuguaglianza e di volontà di prevaricazione. E’ una dinamica di possesso che non ha nulla a che fare con l’amore ma con l’odio.

Voglio dedicare a tutte le Donne queste meravigliose parole di William Shakespeare per accarezzare l’anima di ogni donna abusata, usata, umiliata da chi avrebbe dovuto amarle e proteggerle, perché credo che la parola sia la prima arma per raccontare, denunciare e per ricominciare a vivere.

Per tutte le violenze consumate su di Lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna.

E non bastasse questo, inchinatevi ogni volta che vi guarda l’anima,
perché Lei la sa vedere,
perché Lei sa farla cantare.
In piedi, Signori, ogni volta che vi accarezza una mano,
ogni volta che vi asciuga le lacrime come foste i suoi figli,
e quando vi aspetta, anche se Lei vorrebbe correre.
In piedi, sempre in piedi, miei Signori,
quando entra nella stanza e suona l’amore
e quando vi nasconde il dolore e la solitudine
e il bisogno terribile di essere amata.
Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla quando Lei crolla sotto il peso del mondo

Non ha bisogno della vostra compassione.

Ha bisogno che voi vi sediate in terra vicino a Lei
e che aspettiate che il cuore calmi il battito, che la paura scompaia,
che tutto il mondo riprenda a girare tranquillo.
E sarà sempre Lei ad alzarsi per prima
e a darvi la mano per tirarvi su in modo da avvicinarvi al cielo,
in quel cielo alto dove la sua anima vive
e da dove,
Signori,
non la strapperete mai

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.