ARMOCROMIA: Analisi del Colore Personale

Alessandra Barlaam insieme a Giannantonio Negretti

Negli ultimi anni si è sviluppato nel mondo della Bellezza e del Benessere un sempre crescente interesse sull’Analisi del Colore, riguardante soprattutto gli accostamenti cromatici più adatti a ciascun individuo. I colori possiedono, esplicano e manifestano funzioni che non sono connesse soltanto all’ambito prettamente visivo e sensoriale, ma svolgono anche un ruolo estetico. Sono sempre stati dei grandi alleati della bellezza di ogni donna. 

Ogni colore ha una sua identità fisica e simbolica in grado di influenzare chi lo porta e chi lo guarda. In questi ultimi anni, molti professionisti del mondo dell’acconciatura, dell’estetica e del trucco si sono avvicinati all’Analisi del Colore Personale, per offrire alle clienti un servizio di consulenza cromatica più completo, in grado di andare oltre la propria expertise, coinvolgendo caratteristiche fisiche, somatiche e di personalità. Impossibile considerare il viso senza i capelli e viceversa.

Niente può mutare l’immagine e la percezione del proprio corpo quanto il passaggio da un colore ad un altro molto diverso da quello di partenza: dal bruno al biondo, dal rosso al nero. Andiamo a vedere con Alessandra Barlaam, nota Beauty Expert, Make-up Artist e Creative Color del mondo dello spettacolo e della moda, cosa è esattamente l’Armocromia, come viene utilizzata nel mondo professionale della Bellezza, quali sono le sue basi scientifiche ed i suoi limiti.

GA: Alessandra Barlaam che cosa si intende per Armocromia e su cosa si basa?

AB: L’Armocromia è una disciplina che attraverso l’analisi della combinazione del colore di occhi, capelli e pelle definisce la palette dei colori ideali per ciascuna persona. Nasce inizialmente nei paesi anglosassoni dove prende il nome di Color Analysis. L’Armocromia si basa sulla colorimetria, intesa come lo studio sistematico del colore che coinvolge molteplici discipline.

Fondamentalmente è basata sulla teoria dei colori delle 4 stagioni, accumunati da precise caratteristiche di tinta, valore e intensità di tono, alle quali sono state aggiunte nel tempo ulteriori sottogruppi stagionali. Lo scopo dell’Armocromia è quello di indirizzare le persone oggettivamente verso i “colori ideali”, prescindendo dal gusto personale. Le palette si differenziano da persona a persona poiché vanno ad esaltare le caratteristiche cromatiche e i colori naturali di ciascun individuo. I colori “amici” sono quelli che tendono ad illuminare pelle e capelli, donando giovinezza e valorizzando al massimo la bellezza di ciascuna donna. I colori “nemici” sono, al contrario, i colori in contrasto con quelli naturali della persona e tendono ad ingrigire, indurire, segnare i lineamenti sino a creare effetti visivi negativi.

GA: Numerose sono state le pubblicazioni da parte di esperti consulenti di immagine che hanno sviluppato strumenti per rendere l’analisi del colore accessibile ad un pubblico sempre più vasto. Parlavi, ad esempio, di una differenziazione dei colori in base alle quattro stagioni. A chi si deve l’intuizione di utilizzare i colori corrispondenti alle stagioni come parametro di caratterizzazione personale?

AB: La nascita dell’Armocromia si deve a Johannes Itten, pittore e insegnante al Bauhaus, che per facilitare i propri studenti del corso di ritrattistica, pensò di raggruppare i colori in “famiglie”. Si tratta di colori corrispondenti alle diverse stagioni riscontrabili anche osservando l’incarnato, gli occhi ed i capelli del soggetto ritratto. Attribuì alla primavera colori caldi, vivaci e chiari; all’estate colori chiari e freddi, e smorzati; all’autunno colori caldi e profondi; all’inverno colori freddi e accesi. Questa stretta correlazione cromatica è stata osservata ed utilizzata anche nel mondo cinematografico. Con lo sviluppo della tecnologia Technicolor negli Stati Uniti, il colore assume una importanza fondamentale, diventando un prezioso strumento.

Le prime vere e proprie consulenti di immagine sono state le costumiste dell’industria cinematografica hollywoodiana, che in collaborazione con i direttori della fotografia, hanno creato le palette personalizzate per ogni singolo attore. Negli anni Settanta e Ottanta abbondano le pubblicazioni che hanno come tematica il colore, come quella della stilista americana Suzanne Caygill che pubblicò “Color: The Essence of You”, in cui definisce uno studio del colore tenendo come riferimento tratti caratteristici della personalità, del corpo e del viso. Oppure della cosmetologa americana, Bernice Kentner che definì in “Color Me a Season”, una delle regole fondamentali dell’armocromia: il colore della pelle definisce fortemente la stagione di appartenenza. La teoria delle 4 stagioni viene ancora oggi studiata e tenuta in considerazione come approccio preliminare nei test Armocromatici, ed è stata recentemente rilanciata in Italia, rivisitandola nel metodo e negli strumenti, dalla Consulente di Immagine Rossella Migliaccio.

GA: Attraverso il sapiente uso dei colori è possibile dare risalto allo sguardo e al sorriso, correggere le discromie della pelle, illuminare l’incarnato del volto adottando un nuovo colore di capelli o ringiovanire tingendo quelli bianchi. L’uso del colore diventa quasi terapeutico a patto che corrisponda esattamente alla propria personalità e ai propri colori ideali.  Come si fa ad individuare l’appartenenza ad una determinata stagione?

AB: Esiste un protocollo di approccio al test che varia a seconda del metodo e degli strumenti utilizzati. L’illuminazione adeguata dell’ambiente dove verrà eseguito il test è fondamentale. La luce dovrà essere naturale, poiché la presenza di dominanti calde o fredde potrebbero alterare la percezione cromatica. La fase preliminare consiste nella raccolta delle informazioni riguardanti il colore della pelle, degli occhi, e dei capelli, con una osservazione specifica del colore dell’iride, della sclera, delle orecchie, delle gengive, dei denti e della radice dei capelli, al fine di determinare il tono naturale della persona. Successivamente si passa alla prova empirica con l’utilizzo di 80/120 drappi (o cartoncini) di diversi colori, che vengono appoggiati sotto al viso, seguendo una specifica sequenza, per registrare la diversa reazione della pelle sottoposta ad un colore rispetto ad un altro. Ogni fase ha lo scopo di individuare un dato (sottotono della pelle, intensità, brillantezza, contrasto, luminosità) che insieme andranno a costituire una palette colori di riferimento che rispetterà le caratteristiche cromatiche della persona e che potrà essere utilizzata per la scelta dei colori ideali del make-up e dei capelli.

L’Armocromia è una disciplina molto controversa, poiché anche se basata su dati scientifici, non possiede ad oggi un metodo standardizzato di analisi dato che ogni consulente di immagine utilizza strumenti e metodi diversi, troppo personalizzati. Ciò non rende l’analisi empirica valida dal punto di vista scientifico in quanto non ripetibile da altri. Tuttavia, può essere considerata un ottimo metodo per determinare i colori che più si armonizzano con quelli degli occhi, della pelle e dei capelli e rappresentare una guida per conferire sicurezza nelle scelte cromatiche senza paura di utilizzare i colori.

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