La scienza del Colore

Si è da poco conclusa la 14° edizione del Congresso dell’International Color Association AIC 21. L’appuntamento più importante e autorevole al mondo sullo studio del colore che ha visto coinvolti i cinque continenti in un evento digitale multidisciplinare unico. Scienziati, artisti, ricercatori e professionisti provenienti da una vasta gamma di settori, si sono incontrati per approfondire temi scientifici e culturali dell’attività umana in cui il colore interviene o assume un posto di rilievo. Il programma è stato ampio ed ha avuto un parterre eccezionale di relatori. Sono stati presentati ben 260 lavori suddivisi in 32 sessioni tematiche.

Il Congresso dell’AIC si svolge ogni 4 anni, come una sorta di olimpiadi della Scienza del Colore. Questa 14° edizione è stata ospitata in Italia a cura dell’Associazione Italiana del Colore e dell’Università di Milano.

Quest’anno per la prima volta nella storia del Congresso AIC, è stata inserita una Special Session dedicata al Beauty: INNOVATION AND RESEARCH IN COLOR FOR BEAUTY CARE AND HAIRSTYLE, organizzata da un comitato scientifico composto dal Professor Alessandro Rizzi dell’Università di Milano, da Christine Fernadez-Maloigne dell’Università di Poitiers e da Helene de Clermont-Gallerande  R&D Chanel.

La cosmetica è un campo di applicazione molto importante per il colore ed è una parte fondamentale della nostra società. La formulazione di cosmetici decorativi, dove il colore è fondante, coinvolge vari settori della Cosmetologia, dal Make-up, al Nail, alla Colorazione per capelli.

La Sessione Speciale dedicata al Beauty ha aperto i lavori del congresso con 14 relatori che hanno spaziato dalle texture colorate dei rossetti, alle cromie dedicate alla pelle e ai fondotinta, fino a una sessione dedicata totalmente alla colorazione per capelli, alla quale ho partecipato insieme alla nostra divisione di Ricerca e Sviluppo, presentando 5 lavori.

Da anni mi sono avvicinato alla ricerca in ambito accademico per promuovere approfondimenti scientifici nel settore che riguarda la colorazione capelli, una scienza giovane e molto complessa, in parte ancora inesplorata.

Il colore dei capelli è un elemento chiave dell’identità di una persona soprattutto per l’universo femminile. Il modo in cui le persone si sentono riguardo al colore dei capelli è intimo e unico e coinvolge aspetti culturali, sociali, psicologici e antropologici. Ogni nuance trasmette la propria personalità, il proprio senso estetico, la voglia di cambiamento, lo stato d’animo, il desiderio di giocare e di sembrare più giovane. Per le ragazze molto giovani è un accessorio da esibire al pari del make-up.

In Italia il 67 % delle donne tra i 15 e i 75 anni di età si tingono i capelli con una frequenza di 6-8 volte l’anno, e di queste il 50% si rivolge a un professionista.

Nei saloni di acconciatura il colore rappresenta il core business ed è uno dei servizi a più alto rendimento e a più alto volume d’affari.

Nonostante l’alta potenzialità del servizio di colorazione si registra una percentuale altissima di insoddisfazione e delusione rispetto alle attese da parte del consumatore.

Nel lavoro che ho presentato al Congresso AIC 21: Hair Coloring and Customer Satisfaction, ho analizzato le motivazioni di questa insoddisfazione con l’aiuto dei più autorevoli scienziati ed esperti del mondo del colore nazionale ed internazionale per indagare dove si generano i cortocircuiti tra aspettativa e risultato e da dove nascono i malintesi tra operatore e cliente. Sono emerse alcune cause attribuibili principalmente alla mancanza di formazione appropriata da parte dei professionisti durante il loro percorso nei Centri di Formazione Professionale italiani.  A questo si aggiunge l’approccio non accademico basato sulle consuetudini, la mancanza di attenzione sull’importanza delle luci adeguate nelle postazioni tecniche, la mancanza della rilevazione dell’incidenza del daltonismo, l’abitudine delle aziende cosmetiche a determinare in maniera totalmente soggettiva le altezze dei toni, l’utilizzo di cartelle colori non standard, l’uso di uno spazio colore non adeguato nella teoria dei colori adottata nella formazione.

Nel settore professionale dei capelli l’approccio scientifico al colore e alla luce è quasi inesistente. A parte qualche informazione relativa alla miscelazione dei pigmenti e a qualche cenno su additività e sottrattività, non troviamo nulla sull’apparenza cromatica e sulla misurazione del colore.  Questo dà ampio spazio ad una riprogettazione della formazione e alla costruzione di un metodo oggettivo per misurare il colore che sia in grado di controllare il più possibile tutto ciò che fa variare l’apparenza.

Come ho dimostrato nel mio articolo, le soluzioni ci sono e partono proprio dalla conoscenza e dalla formazione. Su questo punto mi sto spendendo con tutte le mie forze. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, il 6 Ottobre verrà inaugurato il primo Poliestetico di Milano, una nuova categoria accademica che punterà a formare a un livello avanzato gli operatori del futuro, guidandoli in una nuova avanguardia professionale: professionisti consapevoli del valore culturale del loro mestiere e dell’importanza di quello che fanno per l’identità e il benessere delle persone.

La formazione scientifica sul colore nel Poliestetico avrà un posto preminente, non solo attraverso gli approfondimenti scientifici ma anche attraverso l’ausilio di strumenti innovativi introdotti nella didattica. Inoltre da ottobre il Poliestetico di Milano erogherà un corso IFTS per TECNICO DEL COLORE NELL’INDUSTRIA COSMETICA, al quale potranno accedere non solo i ragazzi in possesso di Diploma di Istruzione Secondaria Superiore ma anche chi è in possesso di Diploma Professionale di tecnico conseguito nei percorsi di IeFP. Il corso della durata sdi 1000 ore è stato progettato in collaborazione con l’Università di Milano, l’Istituto Tecnico Industriale Pino Hensemberger e l’IIT – Liceo Scientifico E.Molinari, ed avrà al suo attivo docenti di altissimo livello tecnico scientifico.

La partecipazione al Congresso dell’International Color Association AIC 21 è stato davvero un’esperienza intensa e stimolante, un’occasione per sondare aspetti del colore che solitamente rimangono nell’ombra ma che sono fondamentali per comprendere la profondità artistica, antropologica, psicologica e sociale che racchiude questo mondo. Ho potuto assistere a lectio magistralis meravigliose, primo fra tutti l’intervento del grande Vittorio Storaro, uno dei più importanti direttori della fotografia al mondo, vincitore di tre premi Oscar per Apocalypse Now, Reds e L’ultimo Imperatore, al quale è stato assegnato il premio GdC Color Award dall’AIC. È stato emozionante ascoltare quali studi precedono ogni singola scelta di luce e colori e vedere le fonti di ispirazione che hanno determinato la scrittura emotiva dei film ai quali Storaro ha lavorato. Una punta di diamante del cinema italiano nel mondo. Un grande maestro della calligrafia emozionale.

Un grazie di cuore a tutti relatori.

Alla prossima cromatica avventura!